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Guida al detailing Valutazione del danno

LA VALUTAZIONE DEL DANNO

GUIDA PRATICA ALLA CORRETTA VALUTAZIONE DEL DANNO

Prima di scegliere il ciclo di lucidatura più adatto alla propria vettura, è sempre indicato  analizzare attentamente la condizione della superficie per approfondire la natura del problema e, conseguentemente, adottare la combinazione più adatta. 

In questo modo non si sprecherà tempo prezioso con test inutili e non si rischierà di adottare una soluzione troppo blanda o, viceversa, troppo aggressiva.  In questa guida cercheremo di fornire la migliore soluzione possibile ai principali difetti che potete trovare sulle superfici.

Questi suggerimenti sono il frutto dei nostri studi e sono in continuo aggiornamento. Per ognuna delle problematiche analizzate vi proporremmo la soluzione per un lavoro a mano, con lucidatrice rotorbitale e con lucidatrice rotativa. Potete approfondire queste tre modalità di lavoro in questa guida: la Lucidatura .

Prima di cominciare e scendere nel particolare,  analizziamo la composizione della vernice presente su una vettura  doppio strato  (le più comuni)  e cerchiamo di capire quanto siano profondi i vari problemi.


Indice

L'OSSIDAZIONE

Il sole, i raggi UV, i lavaggi con prodotti aggressivi e gli eventi atmosferici, sono le principali cause dell’Ossidazione delle superfici.  
Lo strato più esterno della vernice viene aggredito da questi elementi e lentamente ed inesorabilmente si deteriora perdendo brillantezza, riflesso e profondità. Nelle vetture mono-strato (che tuttavia rappresentano oggi una minoranza del parco circolante), questo fenomeno è ancora più visibile.  

Quante volte vi sarà capitato di vedere vecchie vetture rosse assumere un colore più bianco e tendente al rosa?

L’azione di Claying, da effettuare almeno ogni 6 mesi, ed una Protezione della vettura con Cere e/o Sigillanti, sono azioni che prevengono questo tipo di problemi ed assicurano una stato sempre perfetto della superficie. 

Ma, come eliminare l’ossidazione su una vettura?

Lucidatura a mano in un unico step: Gyeon Q2M Compound+ Redefined

Con Lucidatrice Rotorbitale o Rotativa è un problema risolvibile in unico step: Gyeon Q2M Compound+ Redefined con tampone ADBL Medio.

Gli SWIRLS


Gli swirls rappresentano un difetto presente sul 95% delle vetture che circolano sulle nostre strade e che, nella maggior parte dei casi, sono il risultato di un lavaggio non perfetto, come quello eseguito in impianti automatici non ottimamente conservati.

La maggior parte degli Swirls possono essere evitati effettuando correttamente le normali operazioni di lavaggio.
Segui le indicazioni presenti nella nostra guida pratica al lavaggio ed asciugatura.

Gli Swirls possono essere anche causati dal depositarsi di polvere e sedimenti oppure da una non perfetta azione di lucidatura, effettuata senza aver eseguito una corretta decontaminazione con la Clay Bar.

 In presenza degli Swirls, la luce non è riflessa in modo uniforme ed abbiamo la sensazione visiva di una superficie sporca e non perfetta.  Nei casi più gravi, gli Swirls possono causare una perdita di brillantezza e di luminosità.  

Gli Swirls rappresentano un danno superficiale facilmente risolvibile con una lucidatura attenta e non richiedono particolari conoscenze. Proprio perchè questi sono segni che possono essere rimossi con combinazioni medie o poco aggressive, consigliamo di effettuare un test spot prima di effettuare il lavoro vero e proprio .

A mano può essere molto complicato eliminare gli Swirls.
Sicuramente si potrà migliorare la brillantezza ma i difetti potrebbero non essere rimossi completamente: i difetti potrebbero non essere rimossi ma solo coperti. Noi consigliamo un glaze, studiato appositamente per coprire e migliorare la brillantezza, senza particolare fatica o stress per la superficie. Esempio di glaze, Auto Finesse Ultra Glaze
Con Lucidatrice Rotorbitale o Rotativa è risolvibile in unico step, Gyeon Q2M Compound+ Redefined con tampone ADBL Cut

I RIDS

Dobbiamo al grandissimo Mike Philips la nascita di questo termine.  

Egli infatti aveva definito RIDS quei segni che molto spesso appaiono dopo aver rimosso gli Swirls di superficie
 
Mike si era reso conto di come i suoi allievi attribuissero la comparsa di questi segni all’azione della Lucidatrice: in realtà i RIDS sono spesso nascosti dagli Swirls e riemergono una volta che la superficie appare, per così dire, pulita.
Ecco quindi coniato il termine che identifica i Random Isolated Deeper Scratches (RIDS). 

Per RANDOM il buon Mike intende sottolineare come questo tipo di difetto sia casuale, non collegabile immediatamente ad una causa: una piccola pietra lanciata da un’auto in corsa oppure un ramo che sporge, potrebbero essere la causa del segno, ma non saremmo mai in grado di affermarlo con certezza.

ISOLATED  perchè nella maggior parte dei casi si tratta di segni che si presentano soli e non fanno parte di un gruppo di graffi.

DEEPER è forse l’aspetto più controverso dei RIDS: quello che, tra l’altro, determina il tipo di lavoro da eseguire ed il ciclo da scegliere. I RIDS possono essere più o meno profondi ed è importante stabilirlo perchè potremmo essere davanti a graffi che necessitano di una correzione potente oppure di maniere forti; potrebbe essere necessaria la carteggiatura, oppure i segni presenti potrebbero spingere il detailer a non curarsene affatto perchè la zona necessita di una nuova verniciatura.  E qui torniamo all’importanza della valutazione del danno:  

potreste essere davanti ad un difetto che non preveda il lavoro di un lucidatore ma di un buon verniciatore…
SCRATCHES perchè di graffi si tratta: che siano piccoli o lunghi, frutto dell’attrito contro un’auto, un muretto o altro, stiamo sempre parlando di graffi .

Quando analizzate una vettura in occasione della determinazione di un preventivo e quindi della vendita di un servizio di detailing, prestate particolare attenzione alla presenza di RIDS, perchè potrebbero sfuggire ad una prima veloce occhiata e poi costarvi tanto tempo in fase di correzione.

I RIDS non sono risolvibili a mano ma necessitano di una lucidatrice rotativa o rotorbitale ed un ciclo su due step, il primo che rimuova il difetto, il secondo che rifinisca.
Un esempio di ciclo efficace è costituto da Gyeon Q2M Compound+ Redefined con tampone ADBL Hard Cut seguito da Gyeon Q2M Polish con ADBL Polish Medio

Gli OLOGRAMMI 


Non abbiate alcun dubbio: gli Ologrammi rappresentano il primo segnale che la vettura in questione sia stata già “lucidata” in precedenza. Essi sono causati dal lavoro di una lucidatrice rotativa e sono provocati soprattutto da una correzione eseguita con tamponi in lana oppure in spugna dura non seguita da una corretta finitura.

Sono una conseguenza quasi normale quando si esegue un lavoro di taglio o correzione profonda e sono  visibili sopratutto in particolari condizioni di luce diretta . Si tratta tuttavia, come detto in precedenza, di danni molto superficiali, che interessano il primo livello di superficie e sono, pertanto, di semplice soluzione:  una finitura eseguita con le tecniche giuste  (es. Zenith con lucidatrice rotativa) ed i prodotti ed i tamponi adatti, riporta la superficie in uno stato perfetto.

A mano non è possibile rimuovere gli ologrammi ma si può migliorare la finitura coprendoli con un glaze. Il lavoro sarà temporaneo, necessiterà in ogni caso di una successiva lucidatura, ma gli occhi godranno di un beneficio. 


Con lucidatrice rotativa o rotorbitale, è possibile rimuovere gli ologrammi con un unico step, esempio Gyeon Q2M Compound Gyeon Q2M Compound con tampone ADBL Polish Medio

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Il CALCARE 


Quello del calcare non è un problema di semplice soluzione.

Non è sempre immediato stabilirne la gravità e solo approfonditi "test spot" possono portare a risposte più certe e ad una soluzione del danno.

Sotto la definizione di “macchie di calcare” vengono inserite contaminazioni di genere diverso: acqua calcarea che rimane sull’auto in condizioni particolari, lavaggio su vettura calda oppure effettuato in presenza di una temperatura elevata, lavaggio su un trasparente appena applicato oppure con acqua ricca di minerali o, ancora, utilizzo di un prodotto detergente aggressivo.

Un’attenta analisi della superficie è fondamentale per stabilire quanto siano penetrate le gocce all’interno del trasparente e che tipo di correzione sia necessaria. 

La chimica ci viene incontro ed il nostro consiglio è quello di effettuare un primo test per la rimozione delle macchie di calcare con Labocosmetica Energo.

Negli anni abbiamo affinato anche una tecnica di rimozione o riduzione delle macchie di calcare con l'uso della lampada ad infrarossi. E' un lavoro piuttosto tecnico e vi suggeriamo di contattarci per un corso di formazione in merito.

Analizziamo quale ciclo di lucidatura può essere utilizzato per la rimozione delle macchie di calcare:  il calcare non può essere rimosso a mano ma sarà sempre necessario il ricorso ad una lucidatrice, rotativa o rotorbitale e due step di correzione e finitura. Noi vi consigliamo: Gyeon Q2M Compound+ Redefined in doppio step, il primo con tampone ADBL Hard Cut ed il secondo con Gyeon Q2M Polish e tampone ADBL Polish Medio

La BUCCIA D'ARANCIA


Il tipo di finiture adottato dalle case automobilistiche in primo impianto è sempre più spesso qualitativamente carente.  
I robot chiamati a rifinire le vetture hanno il compito di velocizzare le operazioni di verniciatura e risparmiare la quantità di materiale utilizzato. Questo può comportare la comparsa di una accentuata buccia d’arancia.  

Anche una verniciatura eseguita in carrozzeria può creare questo genere di problema.

Il trasparente non appare steso in modo uniforme e la riflessione ed il gloss che ne derivano sono inferiori alle attese.
La buccia d’arancia non è un problema che ammette soluzioni semplici: si tratta di livellare l’ultimo strato di verniciatura, per esempio, tramite la carteggiatura. Con le carte abrasive si elimina il materiale che emerge, portandolo ad uno spessore pari a quello delle zone meno ricche di materiale, ed in questo modo si ripristina una condizione di perfetta finitura. 

Oggi vanno affermandosi anche tamponi che in combinazione con una lucidatrice ed un polish medio o un compound riescono a livellare l’eccesso di buccia senza rimuovere il materiale circostante. Questi dischi rappresentano una soluzione moderna e più delicata nei confronti della superficie ma riescono a produrre effetti convincenti solo con lucidatrice rotativa e con un maggiore dispendio di tempo.

Nel caso optiate per la carteggiatura è bene che consideriate un ciclo di carteggiatura completo, che parta come minimo da una grana 1500 (ma potrebbe essere necessario andare oltre), per essere rifinita con 3000. 

Un ciclo indubbiamente lungo ed impegnativo ma l'unico in grado di assicurare buoni risultati. Successivamente si completa con la lucidatura.  La carteggiatura è un tema molto tecnicoVi invitiamo a contattarci per un corso completo sul tema.

La buccia d'arancia non può essere rimossa a mano ma sarà sempre necessario il ricorso ad una lucidatrice, rotativa o rotorbitale e, almeno, due step di correzione e finitura.
Noi vi consigliamo di partire con un compound potente con tampone in microfibra, seguito da uno step medio con tampone in spugna e chiusura con polish e tampone adatto.

I segni da CARTEGGIATURA


I segni di carteggiatura sono frutto di un precedente lavoro di correzione con gli abrasivi.

Potrebbe rivelarsi piuttosto impegnativo il tentativo di rimozione di vecchi segni di carteggiatura con la sola lucidatura: molto spesso è opportuno carteggiare nuovamente la zona con abrasivi più sottili, e con le giuste tecniche, per evitare di creare nuovi segni.

La tecnica di incrocio degli abrasivi è molto adatta allo scopo e riduce in modo evidente l’incidenza delle grane più aggressive. Si comincia con la grana più aggressiva e si incrocia con quella più leggera.

Per la lucidatura consigliamo lo stesso ciclo indicato per il paragrafo "
Buccia d'arancia"

Le Code di Maiale (PIGTAILS)


Le Code di Maiale sono causate dal movimento di uno strumento rotorbitale.

Che si tratti di una lucidatrice oppure di una levigatrice, lo strumento, durante la sua corsa, è incappato in una particella più dura che legandosi al tampone oppure al disco abrasivo, ne ha seguito il movimento ed ha cominciato a segnare la superficie.

Per la soluzione di questo problema bisogna cercare di stabilire quanto sia profondo il segno e quanto esso sia esteso.
I segni di carteggiatura e le code di maiale non possono essere rimossi a mano ma sarà sempre necessario il ricorso ad una lucidatrice, rotativa o rotorbitale e, almeno, due step di correzione e finitura. 
Anche qui suggeriamo il ciclo ideato per la buccia d'arancia

Le Macchie di Insetti


Macchie di insetti: perché sono pericolose e come rimuoverle correttamente


Durante i mesi caldi, soprattutto dopo viaggi autostradali o percorsi extraurbani, il frontale dell’auto può riempirsi rapidamente di insetti. Il problema non è solo estetico: i residui organici degli insetti contengono sostanze che, se lasciate seccare e “cuocere” al sole, possono diventare aggressive per trasparente, protezioni, plastiche, cromature e superfici sensibili.

Per questo motivo è importante intervenire il prima possibile, evitando però l’errore più comune: strofinare con forza per cercare di rimuoverli ma non ti preoccupare, ti forniamo la soluzione adatta. 


Perché gli insetti lasciano macchie?


Quando un insetto impatta sulla carrozzeria, il residuo organico si schiaccia sulla superficie e inizia ad asciugarsi. Con il calore del sole e del motore, questi residui possono:

  • aderire con forza alla vernice;
  • lasciare aloni visibili anche dopo il lavaggio;
  • intaccare cere, sigillanti e coating;
  • nei casi peggiori, segnare il trasparente creando una vera e propria impronta.

Più tempo passano sulla superficie, più diventa difficile rimuoverli in modo sicuro.


Come rimuoverli in sicurezza


La regola è semplice: lasciare lavorare la chimica, non la forza.

Per la soluzione del problema hai due soluzioni, un lavaggio waterless quindi senz'acqua ed una soluzione più completa, che preveda il lavaggio completo. 

La prima è rapida, immediata ma richiede più pazienza ed un buon numero di panni puliti. 

La seconda è senza dubbio più completa. 


La soluzione Waterless per la rimozione di Insetti


  1. diluire lo shampoo waterless Gyeon EcoWash 1:10
  2. erogare il prodotto in modo abbondante ed uniforme sulla superficie e lasciare agire un paio di minuti (senza mai far asciugarlo sulla superficie)
  3. piegare il panno ADBL Pinky in modo tale da avere sempre 8 parti pulite e passarlo delicatamente sulla superficie per rimuovere gli insetti
  4. cambiare lato o panno per avere sempre una superficie pulita
  5. rifinire sempre con EcoWash, come se fosse un quick detailer, per avere una finitura perfetta.

Qui abbiamo preparato un carrello per la rimozione waterless degli insetti.

La soluzione con lavaggio


1. Lavora sempre su superficie fredda e all’ombra

    Mai trattare insetti su cofano, paraurti o parabrezza bollenti: il prodotto evaporerebbe troppo rapidamente e il residuo rischierebbe di fissarsi ancora di più.

2. Pretratta la zona interessata

    Spruzzare Gyeon Bug&Grime, concentrandoti su:

  • paraurti anteriore,
  • griglia,
  • specchietti,
  • parabrezza,
  • parte bassa del cofano.

3. Lascia agire senza far asciugare

    Attendi il tempo indicato dal produttore. Se la superficie tende ad asciugarsi, riapplica leggermente il prodotto o lavora zone più piccole.

4. Risciacqua abbondantemente

    Un buon getto d’acqua rimuove già gran parte del residuo ammorbidito.

5. Procedi con il lavaggio manuale

    Solo a questo punto usa guanto Gyeon WashPad e shampoo ADBL Be Acid, con movimenti delicati e lineari. Se qualche residuo resiste, meglio ripetere il pretrattamento piuttosto che insistere con pressione. Asciugare con panno LCDA Mago. 

Qui abbiamo preparato un carrello completo per la rimozione di insetti con lavaggio


E se la macchia resta anche dopo il lavaggio?


Se dopo una corretta pulizia rimane un alone o una sagoma dell’insetto, potrebbero esserci due scenari:

  • Residuo ancora presente

    La superficie è leggermente ruvida o appiccicosa: serve ripetere il trattamento con prodotto insetti/prelavaggio e poi rifinire con lavaggio manuale.

  • Trasparente già segnato

    La superficie è liscia, ma l’alone si vede in controluce: in questo caso il residuo ha probabilmente inciso o alterato il trasparente.

    Su vernici lucide può essere necessario un passaggio di lucidatura localizzata. Su superfici opache, wrap o PPF, invece, non bisogna improvvisare: serve valutare prodotti compatibili e il limite di recupero, perché strofinare o lucidare può peggiorare la situazione.

Un ciclo per la rimozione dei residui con lucidatrice rotorbitale è: 

  1. primo step con Gyeon Compound+ e tampone Gyeon Lana Grigia
  2. secondo step con Gyeon Polish e tampone Gyeon Blu. 

Questo è carrello studiato per la rimozione dei residui di insetti tramite lucidatura

Come prevenire il problema?


La protezione è la miglior difesa. Una carrozzeria trattata con cera, sigillante, sigillante spray o coating:

  • fa aderire meno gli insetti;
  • rende più facile la rimozione;
  • riduce il rischio che il residuo arrivi direttamente al trasparente.

La guida alla protezione delle superfici può fornirvi informazioni utili sulla scelta più adatta alle vostre esigenze. 

Dopo un viaggio lungo, soprattutto in estate, è consigliabile fare almeno un lavaggio o un pretrattamento rapido del frontale entro breve tempo. Aspettare settimane, magari con l’auto al sole, è il modo più semplice per trasformare un residuo banale in una macchia difficile da recuperare.


Errori da evitare

  • Strofinare insetti secchi con spugne, panni o carta.
  • Usare spugnette abrasive o retine “anti-insetto” non sicure.
  • Trattare il frontale quando è bollente.
  • Lasciare asciugare il prodotto sulla superficie.
  • Pensare che “tanto al prossimo lavaggio viene via”: più passa il tempo, più aumenta il rischio di macchia permanente.


In sintesi


Gli insetti vanno trattati con rapidità e metodo: prodotto giusto, tempo di posa controllato, risciacquo abbondante e lavaggio delicato. La forza deve essere sempre l’ultima risorsa, perché spesso è proprio lo sfregamento aggressivo a trasformare un semplice residuo in un difetto visibile.