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GLI INTERNI

GUIDA PRATICA ALLA CURA DEGLI INTERNI della tua auto

Prendersi cura degli interni è importante quanto farlo per gli esterni. Si passa molto tempo all’interno del veicolo, appoggiamo le nostre mani, respiriamo l’aria, ci sediamo per ore ed i passeggeri spesso notano quanto l’ambiente sia pulito o meno. La scelta di pulire l’interno di una vettura non è solo estetica ma è igiene, è confort e valore dell’auto. Allo stesso modo è importante proteggere le superfici interne dai dannosi raggi UV, che possono seccare e sbiadire i materiali. Mantenere come nuovo il veicolo renderà piacevole entrare in auto e affrontare un viaggio.


In questa guida vedremo come pulire e quali materiali adoperare ma prima occorre partire dei materiali che affrontiamo: 

  • Plastiche e vinile
  • Tessuti, moquette, tappetini
  • Pelle, ecopelle, similpelle
  • Alcantara
  • Piano Black, superfici lucide e schermi
  • Vetri.


A prescindere dalla superficie oggetto del lavoro, ci sono alcune regole d’oro da rispettare sempre: 

  • Lavorare all’ombra con abitacolo fresco
  • Non inondare mai le superfici di prodotti senza un vero senso
  • Effettuare un test spot in zona nascosta se non si sicuro o se affronti quel caso per la prima volta. 
  • Gli interni possono essere delicati come una carrozzeria, quindi occorre pressione minima, tanta pazienza e microfibra sempre pulita. 
  • Parti sempre dall’alto e finisci in basso, quindi celo, cruscotto e plastiche, tessuti e moquette
  • Ordine e testa: ragionate, organizzate il vostro spazio e la metà del lavoro sarà già fatta!

Indice

Attrezzatura Comune e prodotti Universali

Alcune superfici ed alcuni casi specifici necessitano di prodotti dedicati ma esistono soluzioni crossover che possono essere adoperati su più ambiti, che possiamo considerare universali e che quindi sono utili per trattare praticamente tutte le superfici interne. Per esempio: 

Operazioni comuni di preparazione a secco

Le operazioni di preparazione sono importanti perchè definiscono l’ordine successivo e solitamente non prevedono l’utilizzo di prodotti: 

  • Rimuovere oggetti personali, tappetini, seggiolini, questo consente di avere un campo libero e chiaro
  • Aprire braccioli, vani ecc… in modo tale da aver tutto sotto controllo
  • In caso di sporco importante, partire aspirando lo sporco grossolano da sedili, cruscotto e moquette
  • Soffiare l’aria (pistola dell’aria come Power Gun, Tornador o Blower
  • Spazzolare a secco tappetini e moquette con Labocosmetica Spazzola Seat per rompere lo sporco
  • Aspirare nuovamente tutto con calma per rimuovere quello che l’aria ha staccato. Questa fase, a secco, rimuove da sola il 70% dello sporco ed è essenziale per evitare di impastare polvere e detriti con il detergente.

Pulizia e Protezione delle plastiche, vinile e cruscotti

Gran parte delle superfici all’interno della nostra auto sono in plastica, vinile, gomma e pelle. Queste superfici devono essere pulite e protette affinché non subiscano l’invecchiamento degli UV. E’ importante utilizzare prodotti di qualità per evitare che il rivestimento superficiale possa rovinarli, ammorbidirsi e spellarci. Una buona manutenzione riduce anche la quantità di sporco e polvere che si deposita. 

Si può effettuare una normale manutenzione di queste superfici con due semplici prodotti: 

Questa è una combinazione sicura, con eccellente capacità antibatterica e velocissima. Basterà semplicemente spruzzare un pò di InteriorDetailer sul panno e poi pulire le superfici. 

Possiamo proteggere le plastiche con:

Nel caso ci fosse sporco più grave, per esempio sui battitacco, sullo schienale dei sedili o comunque in generale sulle plastiche, il consiglio è di effettuare una pulizia più profonda con: 

Basterà: 

  1. spruzzare Varius sul pennello o sulla scrub, 
  2. lavorare sulla zona che necessita di pulizia in modo uniforme e delicato 
  3. Pulire con il panno.

Le plastiche sono superfici molto sensibili ai raggi UV, dopo la pulizia vanno protette per conservare sempre un effetto naturale, satinato e profondo. Suggeriamo diverse soluzioni, a seconda delle esigenze e dei gusti personali: 

  • un sigillante praticamente invisibile ma molto resistente Gtechniq C6
  • un prodotto che costituisce un mix tra la protezione ed un effetto più profondo ma totalmente satinato e naturale ADBL Matt Max
  • un dressing con un effetto un pò più vivo e profondo ADBL Interior Wow

Va considerata anche un'ulteriore e moderna opzione: alcuni recenti prodotti waterless (si proprio quelli che si adoperano per la pulizia senz'acqua degli esterni) sono diventati sempre più polivalenti ed adatti alle operazioni di pulizia e protezione degli interni con un solo passaggio. Sono concentrati, quindi molto economici, e facili da usare: possono essere adoperati su plastiche, schermi, piano black ma anche tessuti e pelle. Esempio di moderni waterless sono ADBL Rinseless e Cleantle EcoWash

Graffi sulle Plastiche: cosa si può fare davvero?

Le plastiche interne, soprattutto quelle strutturate e opache, sono tra le superfici più soggette a segni: scarpe in ingresso, cinture, bagagli, seggiolini, trasporto animali. A differenza della vernice, però, non esiste una “lucidatura classica” che riporti tutto come nuovo: la plastica ha una texture e una finitura che, una volta danneggiate, possono essere solo in parte recuperate.

L’obiettivo del detailing non è “far sparire magicamente” il graffio, ma ridurne l’impatto visivo e riportare la zona a un aspetto il più uniforme possibile.

Per tutto il resto, quindi per il ripristino della plastica come da fabbrica, occorre l’intervento di un professionista che rivernici e ripristini la superficie.


Capire il tipo di graffio

Prima di intervenire, è importante capire che danno abbiamo davanti:

  • Segni superficiali chiari (“righe bianche”): tipici delle plastiche strutturate nere/grigie; spesso sono materiale schiacciato o “lucidato” più che vero taglio profondo; in molti casi si possono attenuare molto.
  • Graffi profondi / tagli: la plastica è incisa e senti il solco con l’unghia; a volte si vede un colore più chiaro in profondità; qui si può solo camuffare, non “ricostruire” la texture originale.
  • Abrasioni estese: zone grandi “grattate” da carichi, animali, seggiolini; spesso combinano deformazione + scolorimento; il detailing può migliorare molto l’aspetto generale, ma non farà sparire ogni segno.


Cosa NON fare

Per evitare di peggiorare:

  • non carteggiare a caso la plastica interna come fosse vernice;
  • non usare polish da vernice a secco su plastiche strutturate (le lucidano e le “appiattiscono”);
  • evitare spugnette abrasive / magic eraser usate con forza: asportano materiale e cambiano la texture;
  • no a pistole termiche o phon industriali usati aggressivamente: rischiano di deformare o lucidare la plastica in modo irreversibile.


Procedura “soft” per segni superficiali

Quando il graffio è soprattutto bianco/chiaro e superficiale, puoi lavorare così:

- Step 1 – Pulizia accurata

Step 2 – Micro-lavorazione del segno (opzionale, solo per mani esperte)

  • Su alcune plastiche leggermente strutturate, i segni bianchi sono materiale “schiacciato”: puoi usare con molta moderazione una spugnetta ADBL Magic Sponge leggermente inumidita lavorando SOLO sul segno, con movimenti controllati e pressione minima.
  • Dopo poche passate, interrompi, asciuga e valuta.
  • L’obiettivo non è “limare” la plastica, ma uniformare leggermente i bordi del segno.

Step 3 – Dressing / ravvivante plastica

Applica un protettivo per plastiche interne (finitura naturale, non ultra-lucido) con un pad in spugna, il dressing: - scurisce leggermente la zona, uniforma il colore,

  • riduce il contrasto tra graffio e plastica,
  • rende i segni molto meno evidenti a colpo d’occhio.

Su molti graffi superficiali, con questi tre step si passa da “segno bianco che ti cade subito in occhio” a “segno che devi cercare in controluce”.

Per questa operazione ti consigliamo Gyeon Preserve perchè può essere diluito con acqua e quindi variare la profondità o brillantezza in base al gusto personale.


Graffi profondi e tagli: camuffare, non cancellare

Se il graffio è profondo e si sente nettamente la profilatura del danno non può essere eliminata senza togliere materiale (e quindi cambiare forma/texture della plastica); quello che si può fare è pulire in profondità il solco (spesso è pieno di polvere chiara) come indicato su con Labocosmetica Varius; e poi usare un dressing come Gyeon Preserve puntando ad ottenere una uniformità di colore, sapendo che la “ruga” rimarrà.

In ambito professionale, per danni molto evidenti si entra in un lavoro di restauro cosmetico (ri-texturizzazione, riparazioni con filler e verniciature specifiche per plastiche) che va oltre la semplice pulizia/interior detailing.


Prevenzione: proteggere le plastiche prima che si rovinino

La parte migliore del lavoro, qui, è giocare d’anticipo:

  • applicare regolarmente un protettivo per plastiche interne con finitura naturale come lo storico ed eccellente Gtechniq C6: migliora la scorrevolezza, riduce l’adesione dello sporco, dona una leggera “elasticità” visiva che attenua i microsegni;
  • fare attenzione in fase di carico: uso di teli/coperture nel baule, protezioni rimovibili per schienali e battute porta se si trasporta spesso materiale.

In sintesi: su una plastica interna graffiata non esiste la bacchetta magica, ma con una buona pulizia, qualche tecnica mirata e un protettivo ben scelto si può passare da “danno che dà fastidio ogni volta che sali in auto” a “difetto che non si nota più nell’uso quotidiano”.

Pulizia e cura del Piano Black

L’interno delle nostre auto ormai pullula di superfici diverse, alcune estremamente delicate e sensibili. E’ il caso degli schermi e delle superfici verniciate e lucide come quella Piano Black. Tuttavia con pochi prodotti (già suggeriti per la pulizia delle plastiche in generale) e piccoli accorgimenti è possibile mantenerle in ordine senza rischi.

Di cosa abbiamo bisogno e cosa dobbiamo fare?

E' sufficiente spruzzare 2-3 volte InteriorDetailer sul panno e poi pulire le aree per ottenere il risultato. Nei casi in cui sia presente più polvere, sdevi prima spennellare con Work Stuff Ultra Soft e poi effettuare la pulizia con InteriorDetailer ed il panno consigliato. 

Plastiche Piano Black graffiate, cosa fare?

Le superfici Piano Black (o similari) hanno caratteristiche molto simili alla carrozzeria verniciata. C’è un colore e c’è un trasparente. L’uso quotidiano ed il contatto possono creare micrograffi e segni più o meno gravi che però penalizzano l’estetica degli interni. Queste superfici possono essere trattate con una lucidatrice. A mano rischiate solo di perdere molto tempo e sporcare o rovinare le plastiche adiacenti. 

Il consiglio, qualora si volesse approcciare questo lavoro, è di dotarsi di una lucidatrice nano ed un set di tamponi completi, effettuare un test spot (come indicato nella guida alla lucidatura) e procedere con pazienza. E’ un lavoro molto tecnico e potrebbe essere anche inutile perchè quelle modanature rimarrebbero comunque sensibili a nuovi graffi. Il nostro consiglio è senza dubbio quello di applicare, o far applicare, la pellicola PPF che non solo crea una barriera antigraffio rigenerante ma copre anche i segni eventualmente già presenti.  LCDA offre il servizio di taglio del PPF, quindi contattate la nostra assistenza nel caso in cui foste interessati a questo servizio. 

Il Soft-Touch Rovinato

Molte auto moderne hanno plastiche interne con finitura soft-touch: piacevoli al tatto, leggermente gommate, con un look più “premium” rispetto alla plastica rigida. Il rovescio della medaglia è che questo rivestimento, con il tempo, può rovinarsi in modo evidente: diventa appiccicoso, si segna subito con le unghie, si graffia o addirittura inizia a “sciogliersi”. Prima di intervenire è fondamentale capire in che fase siamo ed, se non abbiamo le giuste conoscenze:

  • Non usare sgrassato da cucina
  • Non usare solventi come acetone, diluenti, benzine
  • Non strofinare con spugne abrasive 
  • Non insistere sullo stesso punto con tanta pressione.

Solo sporco o materiale al capolinea?

Possiamo semplificare in tre possibili scenari: 

1. Soft-touch solo sporco/unto, la superficie è integra, ma:

  • lucida in alcuni punti
  • piena di impronte,
  • leggermente “oleosa”.

In questo caso siamo ancora nel campo della semplice pulizia corretta come indicato nella guida alla manutenzione della plastica. In generale meglio un passaggio extra che eccedere con l’aggressività.

2. Soft-touch appiccicoso / che si segna subito, il rivestimento è ancora presente, ma:

  • al tatto è gommoso e appiccica,
  • se passi l’unghia resta il segno,
  • a volte si “sposta” come se fosse gomma morbida.

Qui lo strato sta iniziano a degradarsi: si può migliorare con qualche passaggio di pulizia extra, ma non sempre salvare al 100%.

3. Soft-touch che si sfalda / si stacca, il rivestimento:

  • viene via sul panno,
  • forma grumi o “fanghiglia”,
  • lascia la plastica nuda sotto.

Qui il Soft-touch è da rimuovere. In questo caso non parliamo più di detailing, ma di ripristino/rivestimento: va rimosso e rifatto. La rimozione ed il rifacimento del soft-touch è un lavoro tecnico, che richiede pazienza, manualità oppure l’intervento di un professionista. Si tratta, a tutti gli effetti, di un restauro e non più di un lavoro di detailing. 

Di cosa abbiamo bisogno?

Cosa dobbiamo fare?

  • Erogare il prodotto sulla superficie e lasciare agire, consentendo alla chimica di effettuare una prima parte di pulizia e di rimozione
  • Lavorare con la spazzola in modo delicato per non rovinare la struttura sottostante
  • Pulire con un panno in microfibra
  • Ripetere se necessario
  • A questo punto la plastica è nuda e deve essere riverniciata oppure rivestita con pellicole viniliche, flock o rivestimenti speciali. 

La Pulizia di Tessuti, Moquette e Tappetini

Prendersi cura della tappezzeria è alquanto semplice, ma particolare cura va riservata ai tappetini perchè sono le superfici che subiscono la maggiore usura, poiché vi è un continuo deposito di sporco, detriti e impurità portati all’interno dalle scarpe. Per lo stesso motivo i tessuti sono tra i principali imputati dei cattivi odori, quindi la profonda pulizia ha un significato ancora maggiore. I tessuti traggono grande vantaggio dall’utilizzo di uno strumento ad iniezione/estrazione ma è possibile pulirli anche senza. Di seguito analizziamo le due possibilità. 

Pulizia senza macchina i/e, di cosa abbiamo bisogno?

Cosa dobbiamo fare?

  1. effettuare tutte le operazioni descritte in questo paragrafo sulla preparazione a secco
  2. Spruzzare Glico diluito 1:5 e lasciare agire anche 5-10 minuti, questo passaggio disgregherà la polvere e creerà una barriera che ridurrà il passaggio del successivo detergente alcalino, favorendo l'asciugatura. 
  3. spruzzare Texia direttamente sul tessuto, lasciare agire 2-3 minuti e poi spazzolare con lo strumento preferito, che sia scrub, spazzola o drill brush.
  4. pulire con panno MaFra Martina, leggermente inumidito, per rimuovere tutto lo sporco staccato dall’azione meccanica del punto 3, fino a quando il panno non sarà completamente pulito. 

Pulizia con macchina i/e, di cosa abbiamo bisogno?

Cosa dobbiamo fare?

Questo video per la pulizia dei tessuti sul nostro canale YouTube vi mostra come utilizzare questi strumenti. 

  1. effettuare tutte le operazioni descritte in questo paragrafo sulla preparazione a secco
  2. Spruzzare Glico diluito 1:5 e lasciare agire anche 5-10 minuti, questo passaggio disgregherà la polvere e creerà una barriera che ridurrà il passaggio del successivo detergente alcalino, favorendo l'asciugatura. 
  3. spruzzare Texia direttamente sul tessuto, lasciare agire 2-3 minuti e poi spazzolare con lo strumento preferito, che sia scrub, spazzola o drill brush.
  4. riempiere il serbatoio di acqua e Textile Rinse come da scheda prodotto. Completare l’estrazione e lasciare asciugare. 
  5. In presenza di cattivi odori spruzzare Gyeon Purify OdorRemover per neutralizzarli: è sufficiente erogarlo, sul tessuto.

Nell'operazione di pulizia dei tessuti potrebbe essere utile inserire uno strumento a vapore o una macchina ad iniezione/estrazione. I primi 3 punti del lavoro non cambiano mentre nel quinto subentra la maggiore potenza ed incisività del vapore prima dell'estrazione.

La protezione del tessuto

Una volta che il tappetino o il tessuto sarà totalmente asciutto, raccomandiamo di proteggerlo. La nanotecnologia offre oggi soluzioni interessanti e molto performanti anche per la protezione dei tessuti prevenendo la formazione di macchie e rendendo tutte le operazioni di mantenimento più semplici.  Per questa operazione consigliamo Gtechniq I1 da spruzzare su tessuto pulito e completamente asciutto, stendere in modo uniforme e lasciare asciugare. 

Il cielo in tessuto

Concludiamo la panoramica sui tessuti analizzando i passaggi da effettuare sul cielo. E' sempre un tessuto ma è molto sottile e spesso è direttamente a contatto con le colle del tetto, quindi occorre utilizzare meno prodotto. Il ciclo 2 pH qui è perfetto, perchè consente, grazie alla barriera dell'acido, di non far penetrare troppo alcalino, quindi: 

  1. aspirare e spazzolare, anche con un semplice Panno MaFra Martina
  2. erogare Labocosmetica Glico diluito 1:5 su un Panno Martina e stenderlo su tutta la superficie. Lasciarlo asciugare 5 minuti. 
  3. spruzzare Labocosmetica Texia direttamente su un guanto scrub e pulire delicatamente il cielo
  4. ultimo passaggio con Panno MaFra Martina per eliminare i residui del prodotto e dello sporco staccato. 

Gli Odori in auto, come risolvere?

Quando si parla di interni in tessuto, il problema non è quasi mai “solo sporco”: sono odori che si incastrano in sedili, moquette e tappetini. Deodoranti spray e profumatori aiutano per qualche ora, poi l’odore torna perché la fonte è ancora lì, intrappolata nelle fibre. L’obiettivo del detailing, invece, è rimuovere l’odore, non mascherarlo ecco perchè non risolviamo il problema con un deodorante (che magari può essere la ciliegina a lavoro finito) ma lavorando in profondità. Un abitacolo che non odora di niente è, di solito, un abitacolo davvero pulito. I profumi diventano un plus, non un tentativo di coprire problemi nascosti.

La causa degli odori

Negli interni in tessuto le cause più frequenti sono:

  • Umidità e muffa, infiltrazioni d’acqua, vetri lasciati aperti, lavaggi con estrattore non asciugati bene, risultato: odore di “chiuso/cantina”, fastidioso e persistente
  • Sostanze organiche, cibo, bevande, latte, vomito, sudore, animali domestici, gli odori derivano dalla decomposizione organica e dalla carica batterica
  • Fumo, le particelle si depositano ovunque: tessuti, cielo, plastiche, crea una patina giallastra e un odore molto tenace
  • Odori chimici, vecchi deodoranti, detergenti usati male, prodotti troppo profumati, si sommano tra loro creando un “mix” pesante che dà nausea.

Cosa dobbiamo fare?

  1. Individuare e rimuovere la fonte, tappetini fradici, moquette bagnata, macchia di caffè/vomito mai pulita a fondo, filtro abitacolo vecchio. Se la fonte resta, l’odore tornerà sempre. Prima della pulizia è essenziale asciugare prima possibile eventuali zone umide.
  2. Pulizia profonda come indicato nel paragrafo dedicato alla pulizia dei tessuti . Qui si rimuove fisicamente ciò che genera l’odore.
  3. Trattamento anti-odore mirato, qui la tecnologia ha fatto passi da gigante. La linea Purify di Gyeon, per esempio, è il massimo per l’eliminazione degli odori e la protezione antibatterica. A fine pulizia spruzzare Gyeon OdorRemover per un’azione efficace sull’odore organico. 

Il profumatore arriva per ultimo, e serve solo a rifinire, non a “salvare” una situazione sporca.

Errori da non fare

  • Saturare con il profumo senza aver rimosso lo sporco e pulito a fondo
  • Usare tanta acqua e prodotto e poi non asciugare
  • Usare candeggina o prodotti molto aggressivi
  • Lasciare che liquidi versati o macchie organiche vengano lasciati li al grido di “quando ho tempo”.

La Pulizia e la Protezione della Pelle

Gli interni in pelle rappresentano un indubbio Plus all’interno di una vettura ed averli puliti ed in ottimo stato rappresenta un motivo di grande orgoglio per il proprietario del veicolo. I sedili in pelle rappresentano uno dei primi elementi che vengono notati all’interno di un’auto e  se sporchi si avranno due effetti:

  1. un look trasandato e lucido
  2. una durata inferiore del rivestimento. 

Solo una pelle pulita e curata con frequenza conserverà quell’aspetto satinato originale e non diventerà lucida. La pelle moderna è composta da un grande insieme di materiali naturali e sintetici. Solo pochi veicoli presentano interni in vera pelle e un numero ancora minore ha uno strato di protezione contro la corrosione e l’invecchiamento. Molto spesso questi materiali sono soggetti a secchezza e screpolatura, quindi un mantenimento regolare è essenziale.

E' un luogo comune il pensare che la migliore protezione degli interni in pelle venga svolta con l'ausilio di creme e ed idratanti. Si tratta di superfici verniciate e nel 90% dei casi la scelta migliore è quella di un sigillante dedicato. La pelle necessita di idratazione a partire dalla pulizia : la presenza di acqua all'interno dei detergenti dedicati previene la secchezza e conseguente screpolatura dei rivestimenti e contribuisce in modo determinante ad assicurare massima durata al rivestimento. Quindi, in generale, piuttosto che utilizzare le creme, per conservare a lungo la vostra pelle occorre pulirla spesso, anche ogni settimana!

Come abbiamo già visto in altri ambiti del Detailing, le fasi sono sempre due: Pulizia e Protezione.

Anche la pelle risponde a questa regola. Inevitabilmente lo sporco, la polvere, i grassi, etc. hanno la caratteristica di attaccarsi al rivestimento e renderlo difficile da pulire al meglio. Un buon pulitore di sedili dovrebbe essere in grado di separare le impurità e portarle in superficie per una facile rimozione. Un buon prodotto per la cura della pelle deve mantenerla morbida e flessibile, ma anche resistente e durevole. Questi prodotti non devono lasciare un aspetto grasso o oleoso al termine dell’applicazione.

Infine un protettivo può prevenire lo sbiadimento causato dagli UV, preservando il colore e l’aspetto per decenni. I sedili, con le precauzioni appropriate, saranno splendidi alla vista e al tatto incrementando anche il valore di un’eventuale vendita.

Di cosa abbiamo bisogno?

Cosa dobbiamo fare?

  1. spruzzare il detergente direttamente sulla pelle 
  2. distribuire il detergente sulla superficie con un pennello e lasciarlo agire 30-60 secondi
  3. spruzzare un pò di detergente anche sulla scrub o sulla spazzola e lavorare per sollevare e staccare lo sporco
  4. pulire ed asciugare con il panno pulito Gyeon LeatherWipe. 

Come proteggere la pelle?

La scelta del protettivo dipende dalle aspettative in termini di durata e da quanto spesso si cura le pelle, le soluzioni principali sono: 

Come mantenere la pelle?

Come abbiamo affermato in apertura di paragrafo, per conservare la pelle nel migliore dei modi è importante pulirla spesso e bene.  Anche qui ci viene in aiuto la ricerca. Oggi sono disponibili prodotti che associano una leggera capacità pulente alla protezione, che possono essere utilizzati anche tutte le settimane con un panno in microfibra e che consentono di conservare elasticità, morbidezza ed effetto seta. Esempi di questo genere di prodotti sono ADBL Leather QD, Cleantle Leather QD.

Il Volante è Lucido, che fare?

Parliamo di volanti ma questo è un problema che può affliggere tutte le superfici in pelle all’interno della vettura. Di fabbrica, nella stragrande maggioranza dei casi, i sedili in pelle delle auto hanno una finitura opaca o leggermente satinata, mai con “effetto plastica lucida”. Quando la pelle diventa lucida, soprattutto su sedile guida, volante e fianchetti, quasi sempre non significa “ben tenuta”, ma strato superficiale saturo di sporco e grasso o, nei casi peggiori, top-coat consumato.

Perché la pelle diventa lucida?

Le principali cause sono: 

  • Grasso delle pelle, sudore, sebo che si accumulano lentamente su seduta, schienale e volante, creando una pellicola lucida e leggermente appiccicosa.
  • Residui di prodotti non adatti, lucidacruscotti, “nutrienti” siliconici, cere, creme per il corpo o dressing lucidi usati anche sulla pelle: nel breve sembra bello, nel medio periodo formano una patina scivolosa che cattura ancora più sporco.
  • Mancanza di manutenzione regolare, anni di utilizzo con solo “passata di panno” portano da una pelle opaca e traspirante a una superficie lucida, unta e poco igienica.
  • Usura, il contino sfregamento comprime e leviga lo strato superficiale ed assottiglia il trasparente lucidandolo o, nella peggiore delle ipotesi, arrivando al colore. 

Facciamo una diagnosi, sporco o usura?

Prima di intervenire, è utile capire cosa abbiamo davanti:

  • Pelle lucida ma uniforme, senza crepe evidenti

Probabilmente è soprattutto sporco/unto stratificato. La buona notizia: una corretta pulizia può riportarla molto vicina all’aspetto originale.

  • Pelle lucida solo in alcuni punti, con abrasioni, crepe o colore “sbiadito”

Qui lo strato di finitura è consumato quindi, 1) la lucidità è dovuta sia a sporco, sia a vera usura, 2) la pulizia migliora, ma non può “ricostruire” il top-coat.

In questi casi serve un intervento di ripristino (ricolorazione/ri-finitura).

Di cosa abbiamo bisogno?

Cosa dobbiamo fare?

  1. spruzzare il detergente direttamente sulla pelle 
  2. distribuire il detergente sulla superficie con un pennello
  3. spruzzare un pò di detergente anche sulla scrub e lavorare in modo delicato e senza pressione per sollevare e staccare lo sporco
  4. pulire ed asciugare con il panno pulito Gyeon LeatherWipe. E’ meglio effettuare 2/3 cicli di pulizia delicata e progressiva che un solo passaggio aggressivo. Dopo ogni ciclo pulisci ed asciuga in modo tale da valutare il cambiamento ed il reale stato della superficie. 
  5. applicare un sigillante Gtechniq L1 per proteggere la pelle. 

Quando è necessario il ripristino?

Se, dopo una corretta pulizia, la pelle:

  • resta lucida solo in alcune zone,
  • è visibilmente consumata,
  • presenta screpolature o il colore è “aperto”,

vuol dire che il top-coat è usurato. A quel punto il detailing ha fatto il suo dovere (pulizia e protezione), ma per avere un risultato estetico “come nuovo” servono:

  • ricolorazione localizzata o completa del pannello ed applicazione di un nuovo strato di finitura (top-coat) con il giusto grado di opacità.
  • Re-impellamento della superficie. 

È un lavoro da tappezziere/tecnico specializzato nella pelle, non più semplice pulizia.

La Pulizia e la Cura di Alcantara

L’Alcantara e i tessuti “effetto suede” sono molto apprezzati perché danno un aspetto sportivo e premium, sono morbidi al tatto e riducono lo scivolamento su sedili e volante. Allo stesso tempo sono materiali molto delicati: se trattati come un normale tessuto rischiano di indurirsi, lucidarsi o “pelarsi”. L’obiettivo della cura non è solo pulire, ma mantenere il pelo vivo e uniforme, evitando aloni, lucidature e schiacciamenti permanenti.

Caratteristiche del rivestimento

Questi materiali sono microfibre molto sottili, compatte, anche molto più robuste di quanto si imagini ma sensibili a calore e chimica aggressiva, sono tendenzialmente opachi, con effetto “vellutato” che cambia leggermente verso a seconda di come li spazzoli; sono soggetti a: 

  • lucidarsi sulle zone di attrito (fianchi sedile, volante),
  • segnarsi se sfregati con strumenti duri,
  • trattenere polvere e capelli più dei tessuti lisci.

Per questo è fondamentale usare prodotti delicati e strumenti morbidi.

Cose da non fare mai!

Per non rovinare Alcantara e simili:

  • niente spugne abrasive o “magic eraser”
  • niente APC molto concentrati o sgrassatori da casa
  • Niente detergenti con residui eccessivi di tensioattivi che rimangono nel rivestimento
  • niente inumidimenti eccessivi (allagare = rischio aloni e indurimento)
  • no a vapore diretto concentrato sul punto, soprattutto su volante e sedili sagomati
  • evitare drill brush aggressive a secco e ad alta velocità

Meglio fare due passaggi delicati che uno aggressivo che rovina per sempre la fibra.

Cosa dobbiamo fare?

  1. Primo essenziale step, aspirare bene con una bocchetta soft dell'aspirapolvere utilizzato 
  2. Usare una spazzola morbida o media come ADBL Ther per rialzare il pelo schiacciato, rimuovere polvere e uniformare l’aspetto (i punti 1 e 2 da soli sono sufficienti per una manutenzione regolare)
  3. Pulizia per sporco quotidiano o zone leggermente sporche con Labocosmetica Texia e panno Gyeon InteriorWipe
  4. Pulizia per sporco più grave da affrontare sempre con Texia, questa volta lavorato con Madness Scrub 
  5. In entrambi i casi, pulizia leggera o più grave, tamponare con panno asciutto senza strofinare con forza, questo passaggio asciugherà e rimuoverà lo sporco precedentemente sollevato
  6. Al termine possiamo pulire con un sigillante come Gtechniq I1

Nota bene: un volante in Alcantara deve essere pulito frequentemente perchè si accumula tutto lo sporco delle mani. Texia e microfibra, anche ogni settimana, utilizzati in modo uniforme e leggerlo, sono perfetti.

La Pulizia e la Cura del Cielo

Il cielo è una delle parti più delicate dell’abitacolo e, allo stesso tempo, una di quelle che si pulisce meno spesso. Nella maggior parte delle auto moderne il cielo non è “puro tessuto”, ma un sandwich di tessuto + spugna + supporto rigido incollati tra loro. Questo significa una cosa molto semplice: se lo imbevi di prodotto o acqua, rischi di sciogliere la colla e ritrovarti con il cielo che si scolla e “pende”.

Per questo la parola d’ordine è: minima umidità, massima delicatezza.

Che tipo di sporco troviamo?

Quasi sempre:

  • Polvere e fumo → patina grigiastra uniforme, soprattutto sopra i sedili anteriori.
  • Aloni localizzati → dita sporche, impronte, graffi di carico nel baule.
  • Macchie organiche → bevande, acqua piovana passata dalle guarnizioni, condensa.

Più raramente vere macchie “pesanti” (vomito, sangue, ecc.), dove spesso la pulizia totale senza aloni è difficile proprio per la natura del materiale.

Cosa non fare?

niente allagamenti: no spruzzi diretti e abbondanti di detergente;

  • niente APC concentrati molto aggressivi;
  • niente spazzole dure o movimenti energici che possono “pelare” il tessuto;
  • evitare il vapore diretto ad alta temperatura puntato sul cielo;
  • no a “strofinare finché non va via”: se non viene via con poca chimica e poca azione, insistere può solo peggiorare l’alone o rompere la colla sotto.

Pulizia leggera, cosa fare?

  1. Usa una bocchetta soft con il tuo aspirapolvere
  2. Effettua passaggi lenti, senza schiacciare troppo, per rimuovere la polvere ed effettuare una buona pulizia a secco
  3. Vaporizza un pò di Gyeon InteriorDetailer (perfetto perchè è rapido e non lascia residui) sul guanto scrub di ADBL 
  4. Passa il guanto con movimenti lineari, quasi accarezzando il tessuto, senza pressione
  5. Lavorare in modo uniforme
  6. Rifinire con il panno Gyeon LeatherWipe asciutto 

Macchie sul cielo, cosa fare?

Quando c’è una macchia specifica, l’istinto è “insistere forte”. In realtà le parole chiave sono tamponare e diluire, non strofinare. La procedura è molto simile a quella indicata per le macchie leggere ma con l’aggiunta di un prodotto, Labocosmetica Texia

  1. Usa una bocchetta soft con il tuo aspirapolvere
  2. Effettua passaggi lenti, senza schiacciare troppo, per rimuovere la polvere ed effettuare una buona pulizia a secco
  3. Vaporizza un pò di Labocosmetica Texia sul guanto scrub di ADBL 
  4. Passa il guanto con movimenti lineari, quasi accarezzando il tessuto, senza pressione
  5. Lavorare in modo uniforme
  6. Rifinire con il panno Gyeon LeatherWipe leggermente inumidito con Gyeon InteriorDetailer in modo tale da eliminare qualche residui di Texia. InteriorDetailer è perfetto anche per eliminare tracce di fumo o cattivi odori. 

Quando non insistere?

Se noti:

  • bolle o rigonfiamenti del cielo,
  • zone già leggermente scollate,
  • tessuto che “si muove” se lo tocchi,

allora la priorità non è più la pulizia, ma la tenuta del cielo. In questi casi è più corretto:

  • limitarsi a una pulizia estremamente delicata,
  • consigliare eventualmente un tappezziere per un vero ripristino (ricollaggio o rifacimento).

In sintesi: il cielo va trattato come un tessuto incollato in bilico: meno liquido, meno pressione, più pazienza. Meglio un miglioramento sicuro e stabile nel tempo, che un “miracolo” di un giorno e un cielo scollato dopo qualche mese.

L'Igenizzazione degli Interni

Pulire gli interni non significa automaticamente igienizzarli. La polvere sparisce, le superfici tornano opache, i sedili sono visivamente puliti… ma batteri, residui organici e muffe possono essere ancora presenti in tessuti, condotti dell’aria e zone difficili da raggiungere.

Per “igienizzazione” degli interni intendiamo un insieme di interventi mirati a:

  • ridurre la carica microbica su superfici e tessuti,
  • migliorare la qualità dell’aria nell’abitacolo,
  • intervenire sulle cause di cattivi odori (organico, umidità, fumo), non solo mascherarli.

Non è una “sterilizzazione totale” come in ambito medico, ma un livello di cura superiore rispetto alla semplice pulizia estetica.

Quando ha senso igienizzare gli interni?

Ha particolarmente senso in queste situazioni:

  • auto di seconda mano appena acquistata;
  • auto usata da famiglie con bambini, seggiolini, snack, bevande;
  • auto che trasportano spesso animali;
  • veicoli fumatori o ex fumatori;
  • presenza di odori persistenti (umido, muffa, cibo, vomito);
  • utilizzo intenso (auto condivise, flotte, car sharing, taxi, NCC);
  • dopo periodi di malattia, per un intervento aggiuntivo di igiene sul posto guida e sulle superfici più toccate.

La regola d’oro: prima pulizia, poi igienizzazione

L’errore più comune è pensare di “sanificare” spruzzando qualche prodotto profumato o usando una bomboletta spray dentro un abitacolo sporco. In realtà, l’ordine corretto è sempre:

1. Pulizia meccanica profonda

  • aspirazione,
  • detergenza di plastiche, pelle, tessuti, vetri come spiegato nei paragrafi di questa guida
  • rimozione di macchie e residui organici.

2. Igienizzazione mirata attraverso:

  • prodotti con azione igienizzante/batteriostatica su punti critici,
  • eventuali trattamenti per tessuti e impianto clima,
  • solo alla fine, se si vuole, un profumatore ambiente.

Se lo sporco resta nelle fibre e nelle fessure, nessun igienizzante potrà lavorare davvero come dovrebbe.

3. Igienizzazione delle superfici a contatto; le zone che tocchiamo continuamente sono le prime da trattare:

  • volante
  • leva del cambio e freno a mano
  • maniglie interne
  • cinture di sicurezza
  • pulsanti, comandi, tasti del clima
  • braccioli, pannelli porta

Cosa dobbiamo fare?

  1. Dopo la normale pulizia con prodotti adatti allo specifico sporco, completare con un passaggio di Gyeon InteriorDetailer per la capacità antibatteriche di questo detergente
  2. Spruzza il prodotto su un panno in microfibra pulito, non direttamente su comandi e tasti.
  3. Passa con attenzione tutte le superfici più toccate
  4. Se necessario, rifinisci con un secondo panno asciutto per eliminare gli eccessi. L’idea non è “bagnar tutto di chimica”, ma far lavorare il prodotto dove serve, nel modo corretto.

Igienizzazione di sedili, moquette e tappetini

La maggior parte degli odori e dei batteri si annida nei tessuti. Dopo la pulizia profonda come spiegato nel paragrafo dedicato alla pulizia dei tessuti, puoi usare prodotti enzimatici specifici, oppure naturali che agiscono sulle molecole responsabili dell’odore come Gyeon Purify OdorRemover;

Due punti chiave: 

  • Moderazione nelle quantità in fase di pulizia → troppo prodotto, soprattutto se non viene estratto, può lasciare residui e creare il problema opposto (umidità, nuovo odore).
  • Asciugatura completa → abitacolo ben ventilato, tempo sufficiente perché sedili e moquette asciughino anche in profondità.

Impianto di climatizzazione e qualità dell’aria

Ignorare l’impianto clima significa fare metà lavoro. Se dai bocchette esce aria con odore di umido o “vecchio”, l’utente percepirà l’auto come non igienizzata, anche se sedili e plastiche sono impeccabili. I passi fondamentali sono:

1. Filtro abitacolo

  • va sostituito con regolarità;
  • esistono varianti antipolline, a carboni attivi, antibatteriche: utili per chi soffre di allergie o usa molto l’auto in città.

2. Trattamento con prodotti spray specifici da usare con clima in ricircolo MaFra OdorBact Out o trattamenti con ozono / sistemi dedicati

  • possono aiutare sulla riduzione di odori e carica microbica, ma vanno usati con criterio (tempo corretto, aerazione successiva, attenzione a materiali sensibili);
  • non sostituiscono la pulizia, la affiancano.

Frequenza consigliata: quanto spesso igienizzare

Non è necessario “disinfettare” gli interni ogni settimana. Una linea guida sensata potrebbe essere:

1. Uso normale (auto privata, nessuna situazione particolare):

  • igienizzazione leggera delle superfici a contatto ogni 2–3 mesi,
  • trattamento più completo 1–2 volte l’anno.

2. Uso intenso (bambini piccoli, animali, tanto tempo in auto):

  • igienizzazione superfici “high touch” anche ogni mese,
  • tessuti e impianto clima almeno 2 volte l’anno.

3. Veicoli condivisi / professionali (flotte, taxi, NCC, car sharing):

  • igienizzazione frequente delle superfici di contatto,
  • cicli regolari su tessuti e clima come parte del servizio.

Errori da evitare e false credenze

  • credere che una bomboletta spray nel ricircolo basti da sola a igienizzare tutto l’abitacolo;
  • usare prodotti troppo aggressivi (candeggina, alcol puro, sgrassatori da casa) su pelle, soft-touch, Alcantara e schermi;
  • saturare l’auto di profumi nella speranza che “coprano” odori di muffa o di sporco non trattato;
  • pensare che ozono o spray miracolosi possano sostituire la pulizia meccanica.

L’igienizzazione è il completamento logico di una buona pulizia: lavora su ciò che non si vede, ma che si avverte in termini di aria, odori e comfort a bordo.


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